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Be’er Sheva

​La capitale del Negev, la Città Vecchia, la stazione ferroviaria turca, e il mercato beduino rappresentano solo una parte del colorato mosaico offerto da Be’er Sheva.

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Negev
 

 

La capitale del Negev, la Città Vecchia, la stazione ferroviaria turca, e il mercato beduino rappresentano solo una parte del colorato mosaico offerto da Be’er Sheva, una città piena di vita ed orgogliosa di sé stessa, come potrebbe dirvi ognuno dei suoi 185mila abitanti.
 
Be’er Sheva, tradotto in Beersheba nella maggior parte delle versioni inglesi della Bibbia, è un importante incrocio la cui potenzialità venne percepita da Abramo, padre del popolo Ebraico, arrivato qui 3.700 anni fa. In questo luogo, dove egli aveva scavato un pozzo per dissetare il proprio gregge, strinse un’alleanza di pace con Abimelech, all’epoca re di Gerar, e i due si giurarono fedeltà reciproca: “Per questo egli chiamò quel luogo Beersheba, perché là entrambi giurarono” (Genesi 21, 31[1]). Per stabilire simbolicamente il possesso del pozzo, Abramo piantò un albero di tamerice. Così la città di Be’er Sheva fonda le sue origini a quel tempo e in quel luogo, ed i discendenti di Abramo continuarono a vivere in quella che fu la culla del monoteismo.
 
Be’er Sheva è situata all’intersezione di due antiche e importanti vie di comunicazione nazionale, la Strada del Mare (Via Maris) che si estende ad ovest lungo la costa, e la Strada del Re (strada della valle) ad est. Conseguentemente, la città è citata fin dai tempi biblici come una stazione situata lungo la strada, punto di sosta, luogo di confine e centro rituale.
 
Tel Be’er Sheva, cinque km ad est della città, è identificata con la Be’er Sheva biblica. Il luogo è affascinante, e accoglie le rovine di una città fortificata del periodo della monarchia Israelita, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2005. Nel periodo Romano, l’insediamento si sviluppò nell’area dell’attuale Be’er Sheva, posizionandosi al centro del Confine di Palestina (Limes Palestinae), il tracciato difensivo romano esteso da Rafah (Rafi’akh) al Mar Morto, che consisteva prevalentemente in roccaforti costruite lungo la linea di confine. Quando i Romani si convertirono al Cristanesimo, il luogo divenne la Residenza del Vescovo, e vi furono edificate diverse chiese. Anche i Crociati costruirono una fortezza nella città ma, una volta distrutta rimase abbandonata per molto tempo.

 

 

La moderna Be’er Sheva fu fondata all’inizio del XX secolo dagli Ottomani, e fu l’unica città costruita dai Turchi in Terra di Israele. I resti degli edifici di quel periodo e del tempo del Mandato Britannico sono visibili nella Vecchia Città, situata a sud, ed includono la Casa del Governatore, residenza ufficiale e ufficio del governatore della città costruita nel 1906 ed oggi sede del Museo d’Arte del Negev, la prima moschea cittadina costruita nel 1906, la stazione ferroviaria turca costruita durante la prima guerra mondiale, la casa del capostazione, la torre idrica per alimentare i motori a vapore dei treni, la Saraya (il Palazzo del Governo), oggi sede del comando di polizia cittadino, un giardino pubblico, e altri edifici che raccontano l’affascinante storia di Be’er Sheva sotto il governo Turco. La città ebraica venne fondata nel 1949, sviluppandosi attorno al centro meridionale e divenendo la capitale del Negev. Oggi vi si trovano diversi musei, uno zoo, luoghi storici, una delle più importanti università israeliane e, al martedì, il famoso mercato beduino. Il mercato è aperto dal 1905, ed è divenuto un evento settimanale dove i Beduini vendono le loro merci. Oggi dispone di moderni banchi di abbigliamento, scarpe e altro, posti a fianco delle autentiche bancarelle beduine dove potete trovare oggetti unici come manufatti in rame, vetro, gioielleria, collane, pietre preziose, ma anche stuoie, tappeti, cuscini e molto altro. Il mercato è colorato, ricco, vibrante e movimentato. 


 

Un altro importante luogo è il Centro dell’Artigianato Etiopico dove le donne immigrate conservano le antiche tradizioni artigiane degli Ebrei Etiopi, così come vengono praticate nei loro villaggi, dedicandosi a confezionare oggetti di terracotta, ricami, sculture, e manufatti in paglia.

 

Be’er Sheva è l’ingresso al Negev, e voi potete partire da qui per un infinito viaggio, proseguendo a piedi o in auto.

 
 

 
 
 

[1] Genesi, 21,31: “Perciò egli chiamò quel luogo Beer-Sceba, perché ambedue vi avean fatto giuramento.”


 
 

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