Nell’alta Galilea orientale, a soli sette km a nordovest di Tsfat (Safed), è situato un villaggio arabo sorto sulle rovine di una città un tempo prosperosa.
Gush Khalav, conosciuto dagli Arabi come el-Jish, ora semplicemente Jish, è oggi un villaggio misto, dove la maggioranza dei residenti sono Cristiani Maroniti e vivono in un’esemplare coesistenza con i Musulmani ed i Cattolici Greci.
Comunque, gli arabi non hanno vissuto qui da tempo immemore. I suoi primi abitanti arrivarono circa 5.000 anni fa, ma il luogo divenne rinomato durante l’epoca del Secondo Tempio, circa 2.000 anni fa, quando era un antico centro ebraico. In quel periodo, l’area attorno a Gush-Halav divenne famosa per le sue olive, l’olio e la seta preziosa.
Il personaggio più famoso di Gush-Halav fu Yokhanan ben Levi (o Yokhanan di Gush-Halav), nativo del luogo, uno dei leader della grande rivolta degli Ebrei contro i Romani. Con una manovra audace, Yokhanan ed i suoi uomini si opposero all’occupazione romana e difesero la città, abbandonando Gerusalemme solo quando non poterono opporre più a lungo la resistenza all’assedio.
Il villaggio vanta autentici ristoranti libanesi, e nel suo perimetro vi sono numerose tombe sacre agli Ebrei, compresa la tomba dei profeta Gioele e dei saggi rabbinici Shmaya e Avtalyon.
Nel centro del villaggio, tra i deliziosi sentieri della Città Vecchia, potete camminare tra le rovine del periodo Bizantino, e ammirare le statue del desiderio, l’aia e la valle delle lacrime.
Gush Halav ha tre chiese, la chiesa di Butrus (Pietro) situata all’apice dell’insediamento, il più grande edificio del villaggio, attualmente è chiusa, e potete visitarne soltanto il cortile. La chiesa sorge sulle rovine di una magnifica sinagoga, i cui resti posano su colonne a forma di cuore. La piccola chiesa Maronita, distrutta in un forte terremoto del XIX secolo, apre al culto nel pomeriggio, sebbene possiate visitarla anche durante il giorno. La chiesa di Elia, la più grande, centrale e moderna delle tre, è dotata di un convento, uno spazioso cortile e una statua della Vergine Maria.
Un Mausoleo, monumento sepolcrale non ebreo del IV secolo, scoperto sul versante occidentale, contiene una camera tombale con un doppio sarcofago, una porta rotante del peso di 200 tonnellate, che ruota tuttora con facilità, ed una piccola cella sepolcrale dove è situato l’ossario.
In aggiunta a tutte queste interessanti attrattive, i turisti possono incontrare amichevolmente gli abitanti, tra cui un’anziana novizia che racconta meravigliose storie, suo figlio suonatore di oud, ed un fabbricante di marmellata d’agrumi locale. Il villaggio è famoso anche per i vini e per i suoi fichi, e potrete chiedere ai residenti il permesso di entrare nei loro cortili a rinfrescarvi con i dolci frutti estivi. Chi ama la musica avrà piacere ad ascoltare il musicista George Sam’an, che vive nel villaggio e suona il violino e l’oud, ed i visitatori possono ascoltare la sua musica accompagnata da colorite storie, bevendo caffè e scegliendo di trascorrere la notte in una stanza per gli ospiti. Le sorgenti di Ein Gush Halav scorrono ad est di Gush Halav. accanto vi sono le rovine della bellissima sinagoga del periodo Romano, con due file di colonne ed un ridotto ad ogni estremità, i resti del tetto, ed un pilastro con un’antica iscrizione. Sia nell’area dell’insediamento, come anche più lontano, vi sono altri luoghi dove potrete passeggiare tra la bellezza della natura, circondati dal lussureggiante e verde scenario della Galilea.