Le rovine bruciate dal sole di Shivta, l’antica comunità del deserto, non finiscono mai di stupire i visitatori. Insieme alle due città sorelle, Avdat e Mamshit, Shivta nasce come tappa per le carovane dirette lungo la via dell’Incenso, e fiorisce dopo che il cristianesimo ha raggiunto il Negev, nel IV secolo. Le tre città e la via dell’Incenso sono ora nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. La popolazione di Shivta era costituita in prevalenza da agricoltori che, raccogliendo ogni preziosa goccia d’acqua, riuscirono ad ottenere una grande varietà di coltivazioni. Sono tuttora visibili i loro torchi per l’uva. A Shivta vi erano due chiese, la magnifica chiesa settentrionale, aveva le mura rivestite in marmo, ed ospitava reliquie sacre ai cristiani, che giungecano da ogni luogo per vederle. Anche un ampio fonte battesimale cruciforme, intagliato in un unico blocco di pietra, è stato scoperto accanto alla tomba in marmo dei sacerdoti che vi servirono. Una pista lunga oltre 700 metri conduce ad un moderno frutteto che utilizza ancora i metodi antichi per coltivare carrube, fichi, mandorle, prugne, olive, melograni, pesche, albicocche e uva.