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Jaffa

​Jaffa è il punto di partenza di ogni viaggio in Israele fin dai tempi biblici: la resurrezione di Tabitha, la conversione dei pagani da parte di Pietro, il viaggio di Jona hanno avuto tutti inizio qui.

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Jaffa

Jaffa è il punto di partenza di ogni viaggio in Israele fin dai tempi biblici: la resurrezione di Tabitha, la conversione dei pagani da parte di Pietro, il viaggio di Jona hanno avuto tutti inizio qui, nella città "sorella maggiore" di Tel Aviv, che vanta una lunga storia rivelata dai suoi affascinanti vicoli, dalle testimonianze del passato, dalle chiese, dalle gallerie, dal pittoresco porto dei pescatori. A Jaffa si svolse la storia raccontata negli Atti (10,5-23), quando Pietro, sul tetto della casa di Simone il Conciatore, ebbe la  famosa visione (Atti 10,12-13) che lo condusse a predicare il vangelo ai pagani di Cesarea, mentre la Chiesa russo-ortodossa di Tabitha si riferisce alla resurrezione avvenuta sempre ad opera di Pietro (Atti 9,36-42). La chiesa di San Pietro si trova appena fuori da Kedumin Square, dove il centro turistico mostra la lunga e affascinante storia della città. Al termine del vicolo che conduce attraverso la colonia degli artisti fino a Summit Park, gli scavi archeologici rivelano una fortezza costruita dal "faraone dell'Esodo" Rameses II. La vista del mare ricorda ai visitatori che Re Hiram di Tiro inviò a Jaffa i cedri per costruire il Tempio, da dove vennero trainati e rotolati fino a Gerusalemme (2 Libro delle Cronache 2,16). Una targa, sulla spiaggia settentrionale, ricorda i 157 cristiani americani giunti da Jonesport, nel Maine, che approdarono qui a bordo della Nellie Chapin nel settembre del 1866, portando il legno per costruire le loro case. La storia della colonia americana è narrata da una delle case della colonia stessa, restaurata, la Maine Friendship House.

 

Dalle Scritture

Atti 10,5-23
 
5 E ora manda degli uomini a Ioppe, e fa' venire un certo Simone, detto anche Pietro. 6 Egli è ospite di un tal Simone, conciatore di pelli, la cui casa è vicino al mare».
7 Appena l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi domestici, e un pio soldato fra i suoi attendenti 8 e, dopo aver raccontato loro ogni cosa, li mandò a Ioppe. 9 Il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sulla terrazza, verso l'ora sesta, per pregare. 10 Ebbe però fame e desiderava prender cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. 11 Vide il cielo aperto, e scenderne un oggetto simile a una gran tovaglia, che, tenuta per i quattro angoli, veniva calata a terra. 12 In essa c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. 13 E una voce gli disse: «Àlzati, Pietro; ammazza e mangia». 14 Ma Pietro rispose: «No assolutamente, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato». 15 E la voce parlò una seconda volta: «Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure». 16 Questo avvenne per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu ritirato in cielo.
17 Mentre Pietro, dentro di sé, si domandava che cosa significasse la visione, ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali, avendo domandato della casa di Simone, si fermarono alla porta. 18 Avendo chiamato, chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiasse lì. 19 Mentre Pietro stava ripensando alla visione, lo Spirito gli disse: «Ecco tre uomini che ti cercano. 20 Àlzati dunque, scendi, e va' con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io». 21 Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: «Eccomi, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?» 22 Essi risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, del quale rende buona testimonianza tutto il popolo dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo, di farti chiamare in casa sua e di ascoltare quello che avrai da dirgli». 23 Pietro allora li fece entrare e li ospitò. Il giorno seguente andò con loro; e alcuni fratelli di Ioppe l'accompagnarono.
 
Atti 10,12-13
 
12 In essa c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. 13 E una voce gli disse: «Àlzati, Pietro; ammazza e mangia».
 
Atti 9,36-42
 
36 A Ioppe c'era una discepola, di nome Tabita, che, tradotto, vuol dire Gazzella: ella faceva molte opere buone ed elemosine. 37 Proprio in quei giorni si ammalò e morì. E, dopo averla lavata, la deposero in una stanza di sopra. 38 Poiché Lidda era vicina a Ioppe, i discepoli, udito che Pietro era là, mandarono due uomini per pregarlo che senza indugio andasse da loro. 39 Pietro allora si alzò e partì con loro. Appena arrivato, lo condussero nella stanza di sopra; e tutte le vedove si presentarono a lui piangendo, mostrandogli tutte le tuniche e i vestiti che Gazzella faceva, mentre era con loro. 40 Ma Pietro, fatti uscire tutti, si mise in ginocchio, e pregò; e, voltatosi verso il corpo, disse: «Tabita, àlzati». Ella aprì gli occhi; e, visto Pietro, si mise seduta. 41 Egli le diede la mano e la fece alzare; e, chiamati i santi e le vedove, la presentò loro in vita. 42 Ciò fu risaputo in tutta Ioppe, e molti credettero nel Signore. 43 Pietro rimase molti giorni a Ioppe, presso un certo Simone conciatore di pelli.
 
2 Libro delle Cronache 2,16
 
16 noi, dal canto nostro, taglieremo del legname del Libano, quanto te ne occorrerà; te lo spediremo per mare su zattere fino a Iafo, e tu lo farai trasportare a Gerusalemme».

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