Il rinvenimento della tomba di Erode il Grande è stato considerato assolutamente straordinario, epocale. E’ stato ritrovato, infatti, il sepolcro del monarca che, a seguito dell’uccisione di innocenti a Betlemme, ammantò di oscurità la storia della natività, lasciando un segno indelebile in tutta la Terra Santa.
Secondo il professor Ehud Netzer, che ha annunciato la scoperta i primi di maggio, si tratta del momento culminante dopo decenni di studi della fortezza-palazzo di Erodium, che Erode fece costruire a sud-est di Betlemme su di una collina artificiale, a circa 750 metri sopra il livello del mare, per commemorare una vittoria del proprio regno. E’ qui che, secondo lo storico Josephus, il re degli ebrei ordinò che venisse celebrato, in modo fastoso, il proprio funerale. In seguito all’apertura al pubblico di Herodium da parte dell’Israel Parks Authority negli anni ’70, molti visitatori hanno potuto, come lo stesso Erode, affacciarsi dalla storico parapetto ed ammirare il deserto ad est e, ad avest, la città di Betlemme. I cristiani sanno che questa città “disturbava” Erode (Matteo 2:3), per la profezia di Micah: “da te verrà un uomo che governerà Israele per me…” (5:2).
Netzev ha effettuato degli accurati scavi nel palazzo ed in quello che Josephhus definiva “la terra del piacere”. Ma dove si trovava la tomba? Essa sta emergendo a poco a poco, insieme ai frammenti di un enorme sarcofago (una bara in pietra) riconducibile ad un re, e un grande podio. Netzer sostiene che il sarcofago di Erode era stato fatto a pezzi, probabilmente da persone che covavano rancore nei suoi confronti, ed erano in tanti. Gli scavi proseguiranno fino a che non si porterà completamente alla luce la tomba di questo monarca il cui destino fu quello di ogni comune mortale.