I lavori dedicati alla Porta di Erode fanno parte del Progetto di Conservazione e Restauro delle Mura della Città di Gerusalemme.
Nel corso della cerimonia d’inaugurazione, svoltasi il 28 giugno, la Porta di Erode (sopranominata in arabo ed in ebraico la "Porta dei Fiori") e le parti delle mura adiacenti, sono stati nuovamente esposti al pubblico al termine dei lavori di restauro durati 4 mesi.
Prima dei lavori di conservazione e di restauro è stata realizzata un’accurata ricerca che ha tenuto conto degli elementi storici relativi alla Porta. Durante i lavori di conservazione, la Israel Antiquity Authorities ha dovuto affrontare non poche difficoltà dovute all’ambiente circostante, traficatissimo centro urbano e commerciale.
Un trattamento speciale di pulizia è stata dedicato alle facciate e alla parte interna della Porta, con particolare cura alle pietre e alle decorazioni che sono state danneggiate per anni dalle intemperie del clima.
Sono stati anche eliminati i pericoli derivanti dai danni provocati dalla vegetazione che cresceva nei solchi delle pietre, dagli atti di vandalismo e infine dalla muffa dovuta all’umidità.
Anche i tubi della luce e dell’acqua che "decoravano" le facciate della porta, sono stati spostati e accuratamente reinstallati nei posti più adeguati per non guastare l’aspetto estetico della Porta.
Le mura della città vecchia sono state costruite nel 16° sec. dal sultano Suleiman il Magnifico. Nel quadro di tale progetto, la Porta di Erode era stata inaugurata in un primo tempo nel 1539 d.C. All’origine la Porta era stata costruita come porta d’ingresso per consentire alle persone e agli animali autorizzati di entrare direttamente nella città.
Alla fine del 19° sec. è stata fatta un’apertura nella facciata occidentale della Porta che consentiva l’accesso diretto nella città.
I resti del posto di guardia che proteggeva l’ingresso originale sono sempre visibili nella facciata orientale della porta.