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Il paradiso del Birdwatching

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Di Dan Alon, Direttore del Centro Ornitologico israeliano

 

Dal punto di vista geografico Israele rappresenta una sorta di ponte che unisce tre continenti – Europa, Asia ed Africa – e, di conseguenza, un “passaggio obbligato” per centinaia di specie di uccelli migratori che qui confluiscono durante il periodo delle migrazioni primaverili ed autunnali.

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Birdwatching

 

Dal punto di vista geografico Israele rappresenta una sorta di ponte che unisce tre continenti – Europa, Asia ed Africa – e, di conseguenza, un “passaggio obbligato” per centinaia di specie di uccelli migratori che qui confluiscono durante il periodo delle migrazioni primaverili ed autunnali.


Grazie alla sua posizione unica, quindi, questo territorio è la linea di demarcazione del passaggio di una grande quantità di specie migratorie.


Pochi paesi al mondo possono vantare cieli attraversati simultaneamente da rapaci, cicogne e pellicani, zone paludose in cui si alzano in volo egrette, aironi, uccelli selvatici e uccelli marini e fianchi di colline animati dal canto di parulidi, monachelle e zigoli. Israele ha tutto questo. Si tratta di “gioielli” rari incastonati in uno scenario spettacolare. Per chi desidera praticare il birdwatching questo paese rappresenta una delle zone più emozionanti e facilmente accessibili di tutto il Paleartico occidentale.


E’ stata registrata la presenza di oltre 500 specie diverse di volatili. Tra queste, più di 400 si avvistano ogni anno. Capita abbastanza spesso di vedere molti esemplari mediorientali e desertici, come il francolino, il piviere dallo sperone, il martin pescatore di Smirne, il martin pescatore bianco e nero, il cannareccione stentoreo, oltre a molti rapaci osservabili nel corso dell’anno. Tra le specie più diffuse, invece, vi sono il piccolo gruccione verde, l’allodola del deserto, la rondine montana pallida, il codinero, la monachella testabianca, il beccamoschino inquieto, il garrulo d’Arabia ed il corvo collobruno.

 

Breve giro nei siti di birdwatching d’Israele

Nel nord


La costa del Carmelo all’altezza di Ma’agen Mikhale è stata a lungo associata alla presenza degli imponenti e affascinanti gabbiani di Pallas, ma pochi appassionati di birdwatching si aspettano la presenza massiccia di cicogne, aironi, uccelli marini e gabbiani, tutti concentrati intorno a pescosi laghetti e lungo la costa mediterranea. Un po’ più a nord, nello splendido scenario marino offerto da Tel Shiqmona, si potrebbe scorgere una berta maggiore o una berta di Yelkouan librarsi sul blu del Mediterraneo.

 

Spostandosi ad est verso il cuore della Valle di Jezreel, vi è un lago artificiale ben nascosto che dà nutrimento a centinaia di gobbi rugginosi che lì vanno a svernare. Sin dai primi anni ’90 in questa valle (e in quella di Bet Shean) si effettua ogni anno uno studio sugli uccelli migratori, organizzato dal Centro Ornitologico Israeliano. Nel corso degli anni tale studio ha fornito dati di rilevanza internazionale su varie specie migratorie. In questa “guida” è possibile trovare le informazioni su come parteciparvi.

 

Circa 25.000 gru trascorrono l’inverno nella Valle di Hula ed il loro numero aumenta per via delle migrazioni a fine novembre, quando ben 35.000 di questi magici esemplari riempiono i campi e le zone paludose. Rapaci che sono a rischio d’estinzione nel resto del mondo, come l’aquila anatraia e quella imperiale sono qui presenti per tutto l’inverno e all’inizio della primavera. La Valle di Hula ospita anche esemplari molto ricercati come il francolino ed il cannareccione stentoreo e rappresenta un buon punto di partenza per esplorare il vicino Monte Hermon e la regione delle Alture del Golan. Qui si osserva una varietà di esemplari che non trova sostentamento altrove, come l’allodola marina, la cincia dalmatina, il fringuello alicremisi ed il verzellino di Tristram.

 

Lasciando i 2000 metri di quota del Monte Hermon – la cui cima è spesso innevata – e dirigendoci a sud lungo l’altopiano vulcanico del Golan, gli spettacolari scorci del Mare di Galilea offrono un’emozionante scenario durante la ricerca dell’avvoltoio monaco. Il Mare di Galilea, conosciuto anche come il lago di Tiberiade, è una grande lago freddo che ospita un numero incredibile di marangoni minori e svassi - che qui svernano - e che dà nutrimento a sgarze ciuffetto. Nel periodo invernale vi sono anche moltissimi mignattini piombati. Le colline circostanti pullulano durante tutto l’anno di gufi reali, rondoni indiani e calandri beccolungo. Esplorando con attenzione le pareti scoscese degli uadi, magari in arrampicata, gli avvistamenti sono ancora più spettacolari.

 

La primavera inoltrata è il periodo ideale per visitare, nelle zone alte della Galilea, i luoghi in cui vivono le bigie grosse ed i canapini levantini. L’aria rigogliosa della primavera mediterranea è senza dubbio più allettante per tutti, anche grazie allo spettacolo mozzafiato offerto dai fiori selvatici che crescono su queste colline.

In direzione sud-est, a meno di un’ora dal Lago di Tiberiade nel bacino della Rift Valley vi è la Valle del Bet Shean, il cui clima da steppa semi-arido è di grande interesse per gli appassionati di volatili. Il tesoro ornitologico ed archeologico fanno di questa regione la meta ideale per un soggiorno di tre o quattro giorni. Oltre ad un’eccezionale esperienza di birdwatching è possibile effettuare una piacevole visita nei dintorni dell’antico anfiteatro romano, nella città di Bet Shean.

I campi, i laghi pescosi e le piantagioni intorno a Kefar Ruppin, grande attrazione per centinaia di migliaia di volatili, costituiscono una delle esperienze più incredibili per la varietà di specie osservabili. Kefar Ruppin, spesso definita l’Eilat del Nord, offre ottimi servizi ai visitatori ed è una tappa privilegiata per i birdwatcher.

 

Ci auguriamo che le indicazioni contenute in questa “guida” siano un prezioso compagno di viaggio durante la visita della parte settentrionale d’Israele. Quest’area mediorientale è in grado di riservare sorprese a chiunque desideri osservare rare specie ornitologiche.

 

 

Birdwatching nel sud

Nella spiaggia nel nord di Eilat, all’imboccatura del mar Rosso, si può trovare una varietà di specie difficilmente osservabile in altre regioni del Paleartico Occidentale, come la sula fosca, l’airone verde, la garzetta schistacea ed il gabbiano occhibianchi. In alta stagione centinaia di studiosi accorrono in questa zona e si confrontano, scambiandosi preziose informazioni. In questi luoghi è anche possibile avvistare rari esemplari della famiglia degli albatros e varie sterne, che attraversano il versante settentrionale del Mar Rosso, provenienti dall’Oceano Indiano ed oltre.

 

L’entroterra della Valle meridionale di Arava è costellato di saline, campi e piantagioni che, oltre a fornire sostentamento a specie molto ricercate come la tortora mascherata, attira ogni anno milioni e milioni di uccelli migratori. Un’approfondita esplorazione dei diversi habitat intorno ad Eilat può impegnare più giorni, dando notevoli risultati.

 

A circa 33 km a nord vi è un sito ormai famoso per la presenza di allodole, dove si potranno osservare specie molto rare come l’allodola beccocurvo, l’allodola del deserto minore e la sterpazzola. Purtroppo queste pianure alluvionali sono minacciate da progetti di sviluppo edilizio. E’ per questo che organizzazioni locali come l’IBCE (il Centro Internazionale di Birdwatching di Eilat), l’NRA (l’Ente per la Protezione del Patrimonio Naturale) ed il Kibbutz Lotan si battono strenuamente per preservare quest’area.

 

Il Kibbutz Lotan e NEOT Smadar (noto anche come Kibbutz Shizzafon) occupano un posto di rilievo in questa guida, in quanto destinazioni ideali per il birdwatching. Entrambe le località stanno rapidamente acquistando notorietà perché meta di specie molto rare ed insolite e basi di osservazione per l’avvistamento di gufi, del falcone di Barberia, della grandula coronata, della monachella lamentosa e del fringuello del deserto.

Il vasto territorio della piana del Negev rappresenta più della metà della superficie del paese. Mizpe Rapon con il suo celebre cratere, idealmente situato nel cuore del Negev, offre diversi servizi, oltre alla possibilità di osservare l’aquila reale, la coturnice orientale, il corrione biondo, diverse specie di grandule, il trombettiere e lo zigolo delle case.

Spostandosi verso nord-ovest queste varietà si ritrovano nell’area della Valle di Zin e a Sede Boqer, dove è facile scorgere il grifone, il capovaccaio, il falco unicolore (solo in estate e in autunno) e l’aquila di Bonelli.

 

La zona settentrionale di Arava ospita meno grandule che in passato, ma merita d’essere visitata per i suoi rapaci ed il gufo reale. La macchia di acacie di Hazeva è oggi la principale roccaforte in Israele per la bigia del Mar Rosso, ormai a rischio d’estinzione.

 

La regione del Mar Morto è magnifica da vari punti di vista, specie da quello storico e geologico. Famosa per essere il punto più profondo del mondo (si trova 400 metri sotto il livello del mare) e perché sede del ritrovamento dei Rotoli del Mar Morto,  essa ha un tesoro ornitologico inestimabile con importanti habitat riconosciuti come preziosi a livello internazionale.  Tra questi, un’area con paludi salate a Suaeda, che offre nutrimento ad una piccola quantità di succiacapre di Nubia. Le sorti di questa rara specie sono molto incerte in Israele e nella Valle del Giordano ma ci si sta già muovendo per creare una riserva naturale internazionale per preservare l’habitat unico di queste affascinanti creature.

 

Un’altra specie molto ricercata, l’ubara, è scarsamente presente a Nizzana, nell’estremo Negev occidentale. Queste pianure simili a steppe sono un rifugio per grandi stormi di grandule ed allodole, oltre che punto di passaggio di rotte migratorie per svariati rapaci raramente avvistati ad Eilat, come l’aquila anatraia minore.

 

Il periodo invernale, ottimo momento per avvistare qui le monachelle di Finsch, è anche ideale per visitare i campi del Negev nord-occidentale, in particolare la zona di Urim. E’ proprio qui che le tortora piangenti, le allodole e talvolta le grandule si concentrano a migliaia attirando, così, centinaia di rapaci.

In questa zona del paese sono maggiormente presenti il sacro, l’albanella pallida e l’aquila imperiale. Se tutto questo non ancora dovesse bastarvi, qui si registra anche la regolare presenza di pivieri gregari, corrioni biondi e morinelli, il cui fascino non vi lascerà certo indifferenti.

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