Israel Wonders  
Scegli la lingua
Cerca    
 
Attractions
Home Italy > Attractions > I ponti sulle acque bibliche
 
 
 
 

 I ponti sulle acque bibliche

 

I ponti d’Israele attraversano non soltanto fiumi e corsi d’acqua ma anche millenni e millenni di storia. “Attraversa con me e rimani con me a Gerusalemme, ed io provvederò a te” (2 Sam 19:33).

Nel corso dei secoli i ponti della Terra Santa hanno rinsaldato i legami economici, culturali e religiosi ed il grado dei loro restauri insieme ai decori hanno rispecchiato il potere dei governanti di ogni epoca. Il fatto che la maggioranza dei ponti si trovi lungo vari punti di confine aggiunge una significativa nota di modernità alla loro storia. Ecco, da nord a sud, alcune delle storie più interessanti.

 

UN PATRIARCA E LE SUE FIGLIE

 

La Bibbia racconta che le figlie di Giacobbe (Gen. 46:7) si recarono con lui in Egitto, ma che nesso può avere ciò con il Ponte delle Figlie di Giacobbe sul fiume Giordano, nella Valle di Hula, nel nord d’Israele?

Secondo una leggenda le figlie di Giacobbe attraversarono il ponte con il padre, presumibilmente “con tutto ciò che gli rimaneva” dopo il suo ritorno da Paddan Aram, in Mesopotamia (Gen. 31:21). Nello stesso paragrafo, troviamo Giacobbe che “attraversa il fiume” diretto al “villaggio collinare di Gilead.” Le zone non corrispondono, dal momento che questo ponte unisce la Galilea al Golan e non a Gilead.

Quindi chi potevano essere queste figlie? Secondo alcuni si tratterebbe di alcune suore di un ordine medievale della città di Safed, in Galilea. Conosciute come le figlie di Giacomo (che in ebraico è Ya’akov, o Jacob), esse furono incaricate dai Turchi di riscuotere una sorta di pedaggio per l’attraversamento del ponte. Probabilmente l’enigma non potrà mai essere svelato. La Galilea è piena di nomi di posti biblici e non ci resta che concludere che il nome del ponte sia frutto dell’iperattiva immaginazione scritturale dei pellegrini e di altri viaggiatori.

 

IL VANGELO INCONTRA LA STORIA MODERNA

 

A sud-est del Mare di Galilea, il fiume Yarmoukh scorre lungo una valle che separa le montagne di Gilead a sud, dal Golan, a nord e segna, oggi, il confine tra la Giordania ed Israele. Da ogni curva a gomito della strada a tornanti che attraversa la valle e che conduce dal Mare di Galilea alle Alture del Golan, si può godere della meravigliosa vista del Yarmoukh e del suo ponte.

Quest’ultimo è rimasto un cumulo di rovine fino alla Notte dei Ponti, così come la storia israeliana moderna definisce la notte del 17 giugno del 1946, quando l’Haganah (organizzazione paramilitare ebraica) distrusse diversi ponti che conducevano in Palestina (allora sotto mandato britannico) in segno di protesta contro la politica britannica di contenimento dell’immigrazione ebraica.

Dall’altra sponda del fiume si può ammirare la città giordana di Um Qays. Nell’antichità era conosciuta come Gàdara; da qui “la regione dei Gadareni” (Matt. 8:28), dove Gesù cacciò i demoni e li mandò in mezzo ad un branco sdi maiali.

 

DUE FIUMI – TRE PONTI

 

Il fiume Yarmoukh scorre verso ovest e si congiunge al Giordano nella valle del Giordano, a Naharayyim, un azzeccato nome ebraico che significa “due fiumi”. Naharayyim si trova in una zona in cui s’incontrano la Valle di Jezreel e quella del Giordano. Si tratta di uno dei punti storici di attraversamento, tra i più importanti della Terra Santa, con rovine di epoca romana, turca e moderna.

Nel periodo romano e in quello bizantino l’attraversamento di Naharayyim era uno snodo fondamentale per i viaggiatori che passavano da Beit She’an (Scythopolis), Pella e da altre città della lega ellenica, note nel Nuovo Testamento come Decapolis. Nel periodo medievale su questo ponte transitavano diverse carovane cariche di grano e dirette al porto di Acri.

 

Nel 1927 fu fondato il vicino Kibbutz Gesher (“ponte”) e nel 1932 un ingegnere di Haifa, Pinhas Rutenberg, costruì un impianto idroelettrico che sfruttava l’energia proveniente dai due fiumi. Esso alimentò quest’area fino al 1948, quando dovette chiudere al culmine della battaglia contro i giordani. Il sito in cui sorgeva l’impianto ospita oggi un interessante centro di servizi dedicati ai turisti.

 

OLTRE IL GIORDANO, VERSO GERICO

 

Il Ponte Allenby, ad est di Gerico, è noto ai viaggiatori che abbinano al tour di Israele il giro delle terre biblliche di Giordania. Il suo nome deriva dal Generale Edmund Allenby che, nella Prima Guerra Mondiale, portò alla vittoria sui turchi le forze britanniche del Commonwealth.

Per i pellegrini attraversare questo ponte sulle acque del Giordano significa viaggiare sulle orme degli israeliti che lo percorsero per giungere alla Terra Promessa (Josh 3:16) e di Gesù e Giovanni Battista, che l’hanno probabilmente attraversato durante il loro viaggio nella zona del Giordano (Marco 10:1, Luca 3:3, Giovanni 1:28).

Il Ponte Adamo, a nord di Gerico, non è aperto al pubblico ma vanta anch’esso citazioni nella Bibbia: è qui che “le acque si unirono” ed il Giordano smise di scorrere (Josh 3:16) così che i bambini poterono attraversarlo come se fossero sulla terraferma.

 

IL PONTE DIMENTICATO

 

Quasi trascurato nella recente espansione urbanistica, questo ponte, col suo particolare bassorilievo raffigurante due leoni, si trova vicino l’accesso settentrionale alla città di Lydda (Lod), vicino l’aeroporto di Ben Gurion. Un’iscrizione araba tra i due leoni cita Baybars, il sultano mamelucco che fece costruire il ponte nel 1273. Simili decori si trovano su entrambi i prospetti del Ponte dei Leoni di Gerusalemme.

Lydda era un tempo meno lontana di quanto non lo sia oggi dal cammino dei pellegrini. Innumerevoli cristiani, infatti, avranno attraversato il Ponte di Baybars per giungere in città e commemorare la guarigione di Aeneas operata da Pietro (Acts 9:32-35). Lydda divenne in seguito famosa in quanto città natale di San Giorgio, Santo Patrono d’Inghilterra.